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Cooperazione energetica Cina-Italia per l’obiettivo emissioni zero

criPublished: 2021-10-18 17:00:20
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A seguito del continuo aggravamento dei fenomeni climatici estremi, ormai diventati una sfida a livello mondiale, il problema del cambiamento climatico esige un’urgente ed efficace risposta comune dell’ umanità.

Nel corso del dibattito generale della 75esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite del settembre 2020, il presidente cinese Xi Jinping ha avanzato che la Cina adotterà iniziative ancora più energiche per raggiungere il picco delle emissioni carboniche entro il 2030 e la neutralità carbonica (emissioni zero) entro il 2060: una solenne promessa del popolo cinese al resto del mondo, che guiderà il futuro sviluppo della Cina in direzione dell’alta efficienza energetica, della transizione verso le energie pulite e della decarbonizzazione.

Nel gennaio 2020, l’Italia ha pubblicato il nuovo Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, secondo il quale, entro il 2030, saranno unificate le ricerche sulla decarbonizzazione e sull’efficienza e sicurezza energetica, e sarà rafforzata la competitività e promosso lo sviluppo del mercato interno delle risorse energetiche, in consonanza con la realizzazione dell’obiettivo europeo della neutralità carbonica entro il 2050. Secondo il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, entro il 2025 l’Italia utilizzerà 80 miliardi di Euro da fonti europee per la transizione energetica ed entro il 2030 ridurrà del 60% le emissioni carboniche.

E’ evidente che Cina e Italia condividono la stessa visione e gli stessi obiettivi in termini di processo di decarbonizzazione, miglioramento della struttura energetica e realizzazione dello sviluppo sostenibile, il che indubbiamente getta solide basi per la cooperazione bilaterale in materia.

Un passato di fruttuose collaborazioni

Dall’inizio del XXI secolo, grazie all’impegno e al supporto congiunto dei due governi, Cina e Italia hanno implementato diversi progetti di collaborazione. Ad esempio, nel quadro del “Programma di cooperazione sino-italiano per la tutela ambientale” dell’anno 2000, vari organi governativi, centri di ricerca e università dei due Paesi hanno effettuato ricerche congiunte sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e sul trasporto a basse emissioni. Nel 2003, il Ministero della Scienza e della Tecnologia Cinese e il Ministero dell'Ambiente e del Territorio Italiano hanno istituito il “Fondo Sino-Italiano per la Cooperazione Energetica e Ambientale”, e attuato progetti cooperativi sulla cattura del carbonio e sull’abbassamento delle emissioni di gas serra. Negli anni 2004-2005, il Ministero della Scienza e della Tecnologia Cinese e la Commissione per la Scienza e la Tecnologia della città di Shanghai, insieme al Ministero dell'Ambiente e del Territorio Italiano e alla Regione Lombardia, hanno siglato un memorandum of understanding sulla cooperazione tecnologica nei campi dell’energia da idrogeno e delle energie pulite, espandendo ulteriormente i settori di collaborazione tra le due parti. Dal 2011 al 2020, i governi dei due Paesi hanno firmato tre piani d’azione, da cui emerge che la tutela ambientale e la cooperazione energetica costituiscono sempre i pilastri fondamentali della collaborazione bilaterale.

Numerosi anche i progetti di cooperazione energetica tra le imprese di Cina e Italia. Dal 2014 al 2021, l’Enel ha attuato fruttuose cooperazioni nell’ambito delle energie rinnovabili, della smart grid e dei veicoli elettrici con la State Grid Corporation of China (SGCC), China Export & Credit Insurance Corporation, ZTE Corporation e Weltmeister. La Snam ha allacciato solidi rapporti di collaborazione nel trasporto del gas e nell’ambito delle energie da biomasse e da idrogeno con SGCC, China National Petroleum Corporation e Sinopec, e ha anche aperto un’azienda in Cina per lo sviluppo delle attività. Nel 2019, Italgas e SGCC hanno siglato un accordo-quadro di cooperazione alla presenza del primo ministro cinese Li Keqiang e dell’allora premier italiano Giuseppe Conte. La Banca del Popolo Cinese ha investito 2 miliardi di Euro per l’acquisizione del 2% delle azioni di Eni e di Enel. La SGCC ha investito 2,1 miliardi di Euro per l’acquisizione del 35% delle azioni di CDP Reti. Con 400 milioni di Euro, la Shanghai Electric Group ha acquisito il 40% delle azioni di Ansaldo Energia. Con 660 milioni di euro, la China General Nuclear Power Corporation ha rilevato 3 centrali a energia rinnovabile dell’Enel in Brasile, con una capacità installata di 540 MW. BYD si è aggiudicato un progetto di stoccaggio di energie rinnovabili di Terna. Tutto ciò ha promosso concretamente gli scambi di know-how e di tecnologie innovative a livello di imprese, a tutto favore del conseguimento degli obiettivi climatici e di emissioni zero dei due Paesi.

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